16 ottobre 1945, dall’incontro di 42 paesi nasce in Canada l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) il cui obiettivo è quello di agire contro la fame e la malnutrizione e di occuparsi del sistema alimentare globale.

A distanza di 75 anni gli obiettivi non sono mutati: anche per il biennio 2020-2021 la FAO punta a promuovere diete sane e scongiurare qualsiasi forma di malnutrizione.

La fame nel mondo

Si stima che oggi circa 2 miliardi di persone non abbiano accesso a cibo nutriente, salutare e sufficiente. Questo dato è ancora più allarmante se analizzato in previsione del 2050, anno in cui la popolazione mondiale dovrebbe raggiungere quota 10 miliardi, portando con sé, di conseguenza, un aumento della richiesta di cibo.

Ma è l’iniqua distribuzione di cibo nel mondo a portare con sé i dati più allarmanti.

Dal 2014, il numero di persone denutrite in tutto il pianeta è aumentato lentamente. La nuova stima per il 2019 ha rivelato che, da allora, altri 60 milioni di persone sono state colpite dalla fame, per un totale di quasi 690 milioni di persone (ovvero l’8,9% della popolazione mondiale). Un numero altissimo che, sulla scia di questa tendenza, è destinato ad aumentare fino a quota 840 milioni entro il 2030!

Dal 2019 al 2020 il numero di persone denutrite è, infatti, aumentato di circa 132 milioni. Ma la recente pandemia da Covid-19 e l’impatto che quest’ultima ha e avrà sull’economia globale potrebbero aggiungere altri 83 milioni ai 132 milioni di persone denutrite, per un totale complessivo di 215 milioni che vanno a sommarsi al dato del 2019.

Cattive abitudini alimentari, insicurezza alimentare e malnutrizione

Malnutrizione non significa solo denutrizione: sottonutrizione, carenze di micronutrienti, sovrappeso e obesità sono tutte facce della stessa medaglia. Non basta assicurare cibo a sufficienza per garantire la sopravvivenza, gli alimenti che ingeriamo devono essere anche nutrienti.

Ma gli alimenti nutrienti hanno un costo elevato e molte famiglie riscontrano enormi difficoltà ad accedere ad un’alimentazione sana. E questo rappresenta, di fatto, un ostacolo determinante.

In generale, anche la dieta sana più economica ha un costo cinque volte maggiore rispetto ad una dieta non sana, a base principalmente di amidi. I gruppi alimentari più dispendiosi infatti sono quelli che assicurano un adeguato apporto di nutrienti: frutta verdura, latticini e ovviamente tutti gli alimenti ad elevato contenuto di proteine sia di origine animale che di origine vegetale.

Si stima che circa tre miliardi di individui nel mondo non possano permettersi un’alimentazione sana, la maggior parte di essi vive nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale, ma il fenomeno coinvolge tutti i continenti, comprese Europa e America settentrionale.

E se tra gli adulti è lobesità a rappresentare una vera è proprio piaga, tra i bambini e l’eccessiva magrezza. Circa 191 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni sono sottosviluppati o denutriti e presentano ritardi nella crescita e ‘solo’ 38 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni in tutto il mondo sono in sovrappeso.

Alla luce di questi dati è evidente come siamo ancora molto lontani dal conseguimento dei punti dell’Obiettivo di sviluppo sostenibile 2, in particolar modo:

  1. [2.1] Entro il 2030, eliminare la fame e assicurare a tutte le persone, in particolare i poveri e le persone in situazioni vulnerabili, tra cui i bambini, l’accesso ad un’alimentazione sicura, nutriente e sufficiente per tutto l’anno.
  1. [2.2] Entro il 2030, eliminare tutte le forme di malnutrizione, incluso il raggiungimento, entro il 2025, degli obiettivi concordati a livello internazionale sull’arresto della crescita e il deperimento dei bambini sotto i 5 anni di età, e soddisfare le esigenze nutrizionali di ragazze adolescenti, in gravidanza, in allattamento e delle persone anziane.

Cosa possiamo fare? Un invito all’azione

Il costante aumento della fame dal 2014, di pari passo con l’aumento dell’obesità, indica chiaramente la necessità da parte di paesi, autorità e aziende private di accelerare e intensificare gli interventi per rafforzare i sistemi alimentari, tutelare i mezzi di sussistenza delle persone e garantire che il cibo arrivi dai campi alla nostra tavola nonostante le sfide come le pandemie. 

Tutte le persone coinvolte nella filiera alimentare svolgono un ruolo importante nel garantire la disponibilità di alimenti nutrienti, noi compresi! I consumatori non si limitano solo a mangiare, ma hanno il potere di influenzare ciò che viene prodotto adottando scelte alimentari sane, il che a sua volta favorisce sistemi alimentari più sostenibili. 

Il passaggio a diete sane può contribuire, inoltre, a ridurre i costi sanitari del 97% e dei cambiamenti climatici (emissioni di gas a effetto serra) del 41-74% entro il 2030. 

Ecco alcune azioni quotidiane per diventare un eroe dell’alimentazione e integrare nel tuo stile di vita abitudini alimentari sane:

Scegliamo prodotti sani e diversificati

Per seguire un’alimentazione sana è importante diversificare: variare gli alimenti che mangiamo ci permette di acquisire praticamente tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno nelle quantità adeguate per il nostro benessere. Ma non solo! In questo modo infatti aiutiamo la terra e l’ambiente perché una dieta variegata favorisce la biodiversità!

Preferiamo prodotti locali

Quando possiamo, acquistiamo cibo fresco coltivato nel nostro territorio (per esempio in un mercato agroalimentare nel nostro vicinato). Così facendo aiuteremo i piccoli agricoltori e l’economia locale, favorendo la diversità delle coltivazioni.

Meglio gli alimenti di stagione

Spesso siamo attenti alla provenienza dell’alimento che stiamo per acquistare e, quando si tratta di frutta e verdura, anche alla varietà. E la stagionalità? Scegliendo di consumare prodotti di stagione aumentiamo la quantità e la qualità di nutrienti che introduciamo nel nostro organismo e frutta e verdura sono sicuramente più maturi e quindi più buoni. Ma acquistando prodotti di stagione riduciamo anche le emissioni di carbonio! Eh sì, perché quando il cibo è fuori stagione in una regione del mondo, deve essere importato e viaggiare molto prima di arrivare al nostro mercato locale!

Coltiviamo il cibo a casa

Proviamo a coltivare noi stessi frutta, verdura ed erbe aromatiche! Basta avere tra le mura di casa un piccolo spazio verde, un giardino o anche solo un balcone con vasi per le piante. I vantaggi che ne ricaveremo sono molti: potremo vedere di persona come viene prodotto il cibo e apprezzeremo tutto il lavoro che va fatto per coltivarlo.

Diamo il giusto valore al cibo ed evitiamo gli sprechi alimentari

Lungo tutta la filiera alimentare sprechi e perdite alimentari sono all’ordine del giorno e quasi inevitabili. Ma noi possiamo fare la nostra parte! Impariamo a conservare correttamente il cibo non consumato per mangiarlo in un secondo momento, controlliamo le date di scadenza e facciamo ordine nelle nostre dispense: così eviteremo inutili sprechi!

Sosteniamo iniziative di sviluppo, aziende e rivenditori di generi alimentari

Tutti noi possiamo diventare attivisti e fare pressione su governi, aziende del settore privato e sulle autorità per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di mangiare bene e promuovere l’alimentazione sana attraverso l’istruzione; ma anche per trasformare i nostri sistemi alimentari affinché le opzioni alimentari sane siano più allettanti, disponibili e accessibili, fornendo posti di lavoro dignitosi, tutela e condividendo tecnologie innovative.

Compila il nostro questionario sulle abitudini alimentari!

E tu, hai abitudini alimentari sane? Con quale frequenza consumi i diversi alimenti? E quali sono le tue abitudini d’acquisto?Faccelo sapere compilando il nostro questionario!

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