Gli alimenti biologici sono sempre più presenti tra gli scaffali della grande distribuzione e ancora più tra i cestini e i carrelli degli italiani. Nonostante ciò i consumatori fanno ancora tanta confusione sulle differenze delle denominazioni poste sulle etichette ma ancora di più sulla differenza tra alimenti biologici e alimenti a km 0, che, come ora è chiaro, non sono la stessa cosa! Vediamo quindi tutto ciò che c’è da sapere su questi due tipi di prodotti!
Alimenti biologici
Il termine ‘biologico’ deriva dalla parola greca ‘βιòς’, che significa vita. Gli alimenti biologici, pertanto, sono tutti quei prodotti in cui almeno il 95% degli ingredienti deriva da pratiche scevre dall’utilizzo di qualsiasi sostanza dannosa non solo per l’ambiente esterno ma anche e soprattutto per la salute, vale a dire concimi chimici di sintesi (soprattutto fitofarmaci e fitoregolatori), pesticidi, insetticidi, OGM (organismi geneticamente modificati attraverso tecniche di ingegneria genetica) al di sopra del limite soglia dello 0,9%, ormoni, antibiotici o qualsiasi altra sostanza stimoli la crescita o la produzione di latte da parte del bestiame.
La parola ‘biologico’, che viene troppo spesso attribuita al prodotto in sé, si riferisce invece al metodo di produzione: biologici sono quindi tutti prodotti agricoli frutto di una coltivazione che si impegna a rispettare i cicli ambientali e le leggi della natura, ma anche tutti i prodotti di origine animale derivanti da allevamenti rispettosi degli ecosistemi e della fauna che vi vive.
Le aziende che si impegnano a produrre alimenti di questo tipo devono garantire l’adozione di tecniche di coltivazione e di allevamento a ridotto impatto ambientale e pertanto sono sottoposte a rigidi controlli e specifici regolamenti. Rispetto all’agricoltura tradizionale si usano:
- tecniche agricole estensive
- fertilizzanti organici
- rotazione delle colture (una pratica che consiste nel non coltivare sullo stesso terreno e per più stagioni consecutive sempre la stessa specie. In questo modo specie diverse potranno utilizzare oligoelementi diversi presenti nel terreno stesso senza esaurirli e permettendone la ricostituzione)
- meccanismi di selezione delle specie più idonee al clima locale
- tecnica della lotta biologica (per contrastare i parassiti dannosi vengono introdotti nella coltura i loro naturali antagonisti, ovvero insetti che si cibano naturalmente di essi)
- siepi e alberi come barriere fisiche nei confronti degli inquinanti esterni
- tecnica della consociazione (ovvero l’affiancamento di specie differenti la cui compresenza provoca benefici reciproci)
- sostanze naturali come estratti di piante o minerali per ‘correggere’ la composizione del terreno
Negli allevamenti biologici invece vengono rispettati i fabbisogni e le esigenze degli animali: sono ammessi il pascolo libero, l’allevamento estensivo, metodi attenti al benessere degli animali (trasporti brevi e non faticosi, ambienti e ricoveri salubri, macellazione evitando la tensione, utilizzo di un regime dietetico adeguato) e vengono scelte principalmente razze autoctone.
Come riconoscere gli alimenti da agricoltura biologica
Una delle regole base del consumatore accorto è guardare sempre l’etichetta del prodotto alimentare. E’ proprio in quei pochi centimetri di carta adesiva che sono contenute tutte le informazioni sull’alimento!
Dal 1° luglio 2010 sulle etichette di alimenti provenienti da agricoltura biologica deve essere presente il nuovo “logo di produzione biologica dell’Unione Europea”, il quale deve presentare le caratteristiche di cui al regolamento (UE) 271/2010. Inoltre devono essere presenti specifiche indicazioni:
- “Prodotto ottenuto con metodo di produzione biologica” oppure “Prodotto da agricoltura biologica” oppure “… in conversione all’agricoltura biologica” (solo per prodotti vegetali);
- controllato da (nome dell’organismo di controllo espressamente autorizzato dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali) ed estremi dell’Aut. Min. (n. ______________ del __/__/____);
- codice identificativo del lotto (16 caratteri: IT – sigla dello stato in cui avviene la certificazione _ _ _ – sigla dell’organismo di controllo _ _ _ _ – sigla dell’operatore biologico F/T – prodotto fresco o trasformato _ _ _ _ _ _ – numero identificativo dell’etichetta);
- logo comunitario per l’etichettatura dei prodotti ottenuti da agricoltura biologica (che però è facoltativo).
Perché preferire questi prodotti?
Nell’agricoltura tradizionale, i concimi chimici a lungo andare impoveriscono le piante di proteine, oligoelementi, magnesio, sali minerali e vitamine; pesticidi e fitofarmaci abbassano le difese organiche, provocano allergie ed interferiscono con il processo di trasmissione degli impulsi nervosi; conservanti e coloranti sono sospettati di provocare allergie, di essere irritanti, di causare irrequietezza, difficoltà di apprendimento nonché ipercolesterolemia negli adolescenti. Alla luce di ciò sembra evidente come gli alimenti biologici rappresentino una scelta nettamente migliore. Nonostante ciò, però, i risultati degli studi condotti sulla qualità dei prodotti da agricoltura biologica presenti in letteratura sono spesso discordanti. Per semplificare si potrebbe dire che la maggiore qualità di questi prodotti non sia correlata al contenuto di macronutrienti ma alla minor presenza di contaminanti chimici e anche al maggior contenuto di micronutrienti e antiossidanti come carotenoidi e flavonoidi.
L’INRAN (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione) ha, per esempio, rilevato una superiorià dal punti di vista nutrizionale nella frutta che presentano una maggiore consistenza unita ad un maggior contenuto di antiossidanti come vitamina C, polifenoli, β-carotene, e sostanze nutritive. Questa maggiore concentrazione di nutrienti è causata da un ridotto contenuto di acqua nella polpa di questi frutti, molto probabilmente dovuta alla miglior qualità del terrreno. Non dimentichiamo inoltre che il mancato utilizzo di pesticidi e insetticidi ci consente di poter consumare anche la buccia di frutta e verdura, dove si concentrano la maggior parte di vitamine e composti fitochimici.
Alimenti a km zero
I prodotti a Km 0 rappresentano quella categoria di alimenti acquistabile e reperibile direttamente dal territorio o zona di produzione, sorpassando quindi tutta la lunga catena di intermediari che c’è tra produttore e consumatore. Per questa ragione vengono anche indicati con il termine tecnico ‘prodotti a filiera corta’.
I vantaggi di questa forma di mercato sono ovviamente molteplici, in primis la qualità dei prodotti acquistati: avremo la certezza di acquistare prodotti nazionali freschissimi e di stagione. Di conseguenza tali alimenti risulteranno più saporiti perché coltivati al momento giusto nel posto giusto e quindi maturati alle temperature più adeguate per conferire loro le migliori proprietà organolettiche; ma anche più sani dal momento che, nati nel loro habitat ideale, conterranno meno nitrati di un prodotto fuori stagione coltivato magari in serra e con largo consumo di concimi azotati; più nutrienti perché più freschi e subito disponibili al consumo: il tempo che intercorre tra la raccolta e il consumo impoverisce frutta e verdura del ricco corredo di vitamine (C, K, E, pro-vitamina A, folati e altre vitamine del gruppo B), sali minerali (potassio, calcio, ferro, magnesio…) e antiossidanti. Oltre agli indubbi benefici sotto il profilo biomedico l’acquisto di questi alimenti è importante anche sotto il profilo della sostenibilità (in termini di sostegno delle comunità locali) e dell’ambiente (le confezioni ridotte al minimo se non assenti e il mancato trasporto riducono a zero l’emissione della anidride carbonica). Infine l’aspetto economico: l’assenza di intermediari ed il mancato trasporto fanno scendere i prezzi dei prodotti di almeno il 30%.