Nuovo mese, nuovo viaggio, nuova intervista. Ci siamo recati in un’altra sfuseria, questa volta nel cuore pulsante della Superba, stiamo parlando di “Kilo – La Sfuseria del Vicolo”.

Che cos’è Kilo?

Kilo è una realtà nata all’inizio di questo 2020, tra le mille difficoltà dovute alla pandemia ma resistendo ai colpi del destino, un po’ come il giunco nella tempesta che si piega ma non si spezza, e adesso sta cercando di ricominciare da dove si era interrotto. 

Si può quindi dire che la direzione intrapresa sia “verso l’infinito e oltre”, senza porsi limiti verso il futuro ricordando però le proprie radici.

Fra una spezia profumata e antichi sapori abbiamo scambiato due parole con la proprietaria Olga che, molto gentilmente, ha risposto ad alcune nostre curiosità.

La sfuseria, come abbiamo visto, è un’idea antica, ma si sta riproponendo con forza. Come è stata accolta questa nuova, vecchia idea, dalla città?

Devo dire che è stata accolta molto bene. Le persone sono curiose, molti entrano all’inizio perché attratti dalla novità. Poi provano i prodotti, si affezionano al mondo dello sfuso e tornano a trovarmi.

Io la chiamo “una drogheria col vestito più moderno”. Sicuramente non ci siamo inventati nulla, abbiamo ripreso ciò che era valido ed ecologico e l’abbiamo riportato al suo splendore.

Comprare sfuso garantisce una maggiore salvaguardia dell’ambiente, ma conviene anche dal punto di vista dei costi? 

Sì, conviene. Non dovendo comprare pacchi già preconfezionati, le persone possono adattare la spesa alle proprie esigenze. Quindi dal single alla famiglia. Si evitano sprechi che magari derivano dai pacchi dimenticati in dispensa dietro ad altri prodotti o perché assaggiando una novità, quest’ultima non ci piace. 

I prodotti che si vendono in una sfuseria sono frutto di ricerche continue. Questo per dare un servizio migliore. Anche solo nella spiegazione di un alimento o prodotto zero waste. Poi si chiede un feedback ai clienti, ci si scambiano informazioni, ricette, “chicche” ecc… Si tratta per la maggior parte di prodotti artigianali, di piccole e medie aziende italiane. A volte il prezzo su alcuni alimenti può risultare più alto di ciò che possiamo trovare nella grande distribuzione, ma è giusto così. Proprio per quello che offre l’alimento stesso e il lavoro che c’è dietro. Poi ripeto, adattando la spesa alle proprie esigenze, in realtà il costo effettivo diminuisce.

Quali alternative offre la sfuseria rispetto a un normale negozio? 

Meno spreco di imballaggi vari, il peso variabile a seconda delle esigenze del cliente, la cura dei prodotti e il servizio al cliente.

Come si sono evolute le sfuserie negli ultimi anni? Quali novità hanno potato in più rispetto al passato?

Rispetto al passato, prima dell’uso smodato della plastica intende? Credo che la novità sia semplicemente nel rendere più moderno e adatto alle persone di oggi ciò che è la sfuseria di una volta. Sicuramente accentuando che è una scelta sostenibile di vita, che è una scelta ecologica. Non credo che prima le persone si focalizzassero troppo su questo punto, ma semplicemente perché non c’era l’esigenza di farlo. 

Lei ritiene che la sfuseria possa essere un modello sostenibile in un regime di Economia Circolare? 

Sì decisamente.

Avete progetti per il futuro? Se si, potreste rivelarceli? 

Beh, sicuramente organizzare corsi ed eventi quando sarà di nuovo possibile stare vicini. Vorrei tanto coinvolgere anche i bambini nel mondo dell’ecologia e della sostenibilità. E poi spero tanto di vedere più “Kilo” in giro per l’Italia.

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