Perché è importante consumare frutta e verdura di stagione

Mangiare frutta e verdura, lo sappiamo, è importante per la nostra salute: almeno 5 porzioni al giorno, consigliano medici, nutrizionisti ed esperti del settore. Conosciamo anche l’importanza di variare i colori dei prodotti della terra. Ciò  che invece viene trascurato da molti di noi è la stagionalità dei prodotti di origine vegetale (e non solo). Sono diversi infatti gli studi che evidenziano come il consumo delle arance d’inverno e delle ciliegie in primavera/estate, solo per citare alcuni esempi di frutti nel pieno del loro processo di maturazione, apporti una maggiore quantità e qualità dei principi e sostanze nutritive al nostro organismo. Fornire all’organismo esattamente quello di cui ha bisogno è di ancora maggior importanza in un momento come questo, in cui il nostro sistema immunitario potrebbe trovarsi ad affrontare il peggiore dei nemici, il nuovo coronavirus.

Il consumo degli alimenti nel rispetto della loro stagionalità ci fornisce esattamente ciò di cui il nostro corpo necessita nel momento esatto in cui lo necessita: in estate la frutta e la verdura è ricca di acqua e sali minerali, ideale quindi per contrastare la perdita naturale di questi elementi da parte del nostro organismo attraverso la pelle e la sudorazione; l’autunno ci restituisce frutta e verdura più calorica, compresa la frutta secca, ideale per contrastare i primi freddi che causano un dispendio energetico maggiore; in inverno gli agrumi ci permettono di fare il pieno di vitamina C e dare quindi un aiuto al nostro sistema immunitario.

Infine, frutta e verdura di stagione hanno dei costi nettamente inferiori rispetto a primizie o prodotti di serra: infatti, i costi derivanti dall’utilizzo di pesticidi, di fertilizzanti, di celle frigorifere per la conservazione e i lunghi trasporti vengono abbattuti consumando prodotti di stagione e, magari, anche a Km 0.

Come riconoscere frutta e verdura fresca

Colore

Il colore di frutta e verdura è ovviamente la prima cosa che salta all’occhio e il primo indicatore di bontà! Spesso le nostre scelte alimentari sono dettate dal colore dell’alimento stesso e mai come in questo caso il colore ha la sua importanza, ma come riconoscerlo? Deve essere semplicemente quello…giusto: evitiamo frutta troppo verde e quindi acerba, scegliamo invece colori accesi e tanto vibranti da catturare la nostra attenzione.

Consistenza

Ogni prodotto della terra ha la propria: non possiamo paragonare un’anguria ad una pesca! In generale, la consistenza però deve essere soda, non troppo dura, tipica dei vegetali più acerbi, né troppo molle, tipica invece di uno stato di deperimento avanzato.

Picciolo

Il picciolo è un peduncolo spesso legnoso che attacca il frutto al ramo dell’albero. La sua presenza, apparentemente inutile, è invece fondamentale poiché protegge il vegetale da eventuali attacchi batterici, dalla raccolta fino all’arrivo sulle nostre tavole e poiché permette di stimare l’età del frutto stesso: se la raccolta è avvenuta da poco si presenterà di un colore verde acceso e molto flessibile; se, invece, il frutto è meno fresco di raccolta sarà secco, raggrinzito e dall’aspetto legnoso.

Profumo

In alcuni casi un buon profumo può essere un indicatore predittivo sia del gusto che della giusto grado di maturazione del frutto. Questo vale ad esempio per il melone: più il profumo è dolce è intenso maggiori probabilità avremo di aver azzeccato il perfetto punto di maturazione. 

Frutta e verdura (e non solo) stagione per stagione

Inverno

I mesi invernali sono  tra i più freddi dell’anno, contornati per questo da influenze e malanni di stagione. Per questo la natura ci mette a disposizione tra la frutta di stagione gli agrumi arance, clementine, pompelmi, mandarini, limoni, mandaranci ma anche kiwi (anch’essi molto ricchi di vitamina C),  mele e pere.

Tra le verdure del periodo, invece, troviamo prevalentemente le crucifere come cavoli, cavolfiori, cavolo cappuccio,  broccoli, ma anche  verdure a coste come le verze, il sedano, la cicoria, e quelle a foglia larga come, indivia, radicchio e scarola. O, ancora, ravanelli, carote, zucca, aglio, cipolla, porri, barbabietole rosse, scalogno, rape e patate.

Non dimentichiamo inoltre che molte varietà di pesce nostrano presentano una propria stagionalità. E’ importante consumare pesce almeno tre volte a settimana e non solo perché è spesso fonte di acidi grassi omega  3 e omega 6, ma anche perché ricco di proteine nobili, come tutti i prodotti di origine animale, ma con un minor contenuto di colesterolo e grassi saturi. Nei mesi invernali come gennaio è possibile trovare pesci pregiati come la rana pescatrice, la cernia, il pagello, oltre al pesce San Pietro. Febbraio è il mese ideale per le canocchie, i ricci e gli scorfani. Il mare di dicembre è invece ricco di alici, sardine e sgombri (che appartengono alla categoria ‘pesce azzurro’), ma anche di sogliole, spigole, cefali, dentici, naselli, orate, calamari, calamaretti, polpi, moscardini e seppie, per citarne alcuni.

Primavera

Nei primi mesi primaverili è ancora possibile trovare qualche frutto e alcune tipologie di verdura tipicamente invernali: ancora largo spazio quindi agli agrumi ma anche alle mele, regine indiscusse delle nostre tavole, pere e kiwi. La fine di aprile e il mese di maggio vedrà invece come protagoniste le fragole e le nespole. 

Per quanto riguarda le verdure, mentre a marzo saranno ancora presenti sulle nostre tavole broccoli, cavolfiori, verze e cavoli, ad aprile e maggio potremo apprezzare anche bietole, asparagi, valeriana, crescione, o, ancora, carciofi, cicoria, piselli,  carote, porri, finocchi, fagiolini, fave, ravanelli e rucola.

Per gli amanti del pesce a marzo saranno ancora presenti naselli, acciughe, dentici, cernie, ma anche triglie, razze, gamberetti, scampi e granchi.

Estate

Giugno, luglio e agosto ci permettono un’ampia scelta di prodotti della terra: via libera a fragole, ciliegie, albicocche, angurie, meloni, pesche, mirtilli, lamponi, susine, more e fichi. 

Tra le verdure possiamo scegliere tra melanzane, peperoni, asparagi, pomodori, cetrioli, zucchine e fagiolini. 

L’estate è un periodo d’oro anche per il pesce: a giugno saranno facilmente reperibili muggini, pesce spada e soprattutto il nostrano pesce azzurro; a luglio troveremo acciughe, sardine, sgombri, triglie ma anche , dentici, naselli, occhiate, totani e seppie. 

Autunno

Anche se saranno reperibili ancora frutti tipicamente estivi come fichi, meloni e susine, settembre è il mese dell’uva, sia bianca che rossa, ottobre è quello delle castagne, dei cachi e dei melograni mentre novembre comincia a colorarsi già dei colori aranciati degli agrumi dei mesi invernali.

Oltre a ciò, in autunno, ritornano anche broccoli, cavoli, zucca, funghi, carciofi spinosi e patate.

Quanto al pesce, i nostri mari, pur continuando ad offrire soprattutto alici, si arricchiscono anche di rombi, ricci, muggini, mentre ritornano  mazzancolle, moscardini, calamari, ombrine, cefali, dentici e cernie.

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