La fotografia degli italiani scattata dai Sistemi di sorveglianza Passi e Passi d’Argento, coordinati dall’Istituto Superiore di Sanità, non è delle più incoraggianti.
I dati, relativi al triennio 2016-2019, riguardano una serie di tematiche: attività fisica, sovrappeso e obesità, consumo di frutta e verdura, consumo di alcool, abitudine al fumo ed esposizione al fumo passivo.
Dallo studio emerge non solo come 4 italiani su 10 siano in costante lotta con la bilancia e dediti ad errori molto gravi (e altrettanto comuni) in ambito alimentare, ma anche come la situazione peggiori con il progredire dell’età!

Il consumo di frutta e verdura

Merita un discorso a sé il trend sul consumo di frutta e verdura tra gli italiani, riportato dal medesimo studio.
I dati registrati dimostrano come il ‘Bel Paese’ faccia fatica a rispettare le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che raccomanda un consumo quotidiano di circa 400 grammi, ripartiti tra frutta e verdura (le canoniche 5 porzioni al giorno, anche dette ‘five a day’).
Indipendentemente dall’età, infatti, solo 1 italiano su 10 ne consuma la giusta quantità (non supera mai il 12% la quota di persone che abbraccia questa sana e raccomandata abitudine), meno di 5 adulti su 10 consumano 1 o 2 porzioni di frutta e verdura al giorno e 4 su 10 ne consumano abitualmente 3 o 4 porzioni. Il 3% degli intervistati dichiara addirittura di non consumare né frutta né verdura.
Facendo una media, quindi, sono 94 i grammi di frutta consumati al giorno tra gli italiani a fronte dei 200-300 grammi consigliati e 190 i grammi di verdura a fronte dei 290-430 raccomandati.

L’andamento muta in base alle regioni: l’adesione alle raccomandazioni dell’OMS scende nel Centro-Sud rispetto al Nord Italia. Fanno eccezione le Isole, in cui il consumo delle 5 porzioni al giorno è fra i più elevati! Il dato positivo, però, è che nonostante l’adesione al ‘five a day’ resti un’abitudine di pochi, quasi la metà della popolazione italiana consuma almeno tre porzioni di frutta e verdura al giorno. Di questa metà la maggior parte sono donne, anziani e persone con un buon livello di istruzione e con avvantaggiate dal punto di vista finanziario e socioeconomico.

Alcuni buoni motivi per consumarla

Ricordiamo che un regime alimentare di tipo mediterraneo, ricco di frutta, verdura, cereali e legumi (come principale fonte proteica!) e povera di sodio, grassi saturi di origine animale e zuccheri semplici è universalmente riconosciuta come la migliore in ambito medico-scientifico. La componente vegetale è, come si evince, preponderante. E non a caso. I benefici che si ricavano dal consumo giornaliero dei prodotti della terra sono innumerevoli:


1. ricche di antiossidanti, frutta e verdura contrastano l’effetto negativo che i radicali liberi (generati dal consumo eccessivo di grassi saturi e carboidrati semplici) esercitano sul nostro corpo. Molte patologie a carico dell’apparato cardiovascolare, come aterosclerosi, ipertensione e infarto, sono dovute all’ossidazione delle lipoproteine LDL presenti a livello ematico. Alcuni antiossidanti in particolare, come i polifenoli e i flavonoidi contenuti in mirtilli, lamponi, fagioli e olive sono in grado di migliorare la circolazione e di favorire il benessere del cuore e dei vasi sanguigni;


2. ma gli antiossidanti sono anche validi alleati nel prevenire l’invecchiamento, i tumori e mantenere in salute i tessuti dell’organismo: via libera quindi al consumo di pomodori, carote, zucche e patate (ricche di carotenoidi), uva, lenticchie, noci e nocciole (per i tannini), broccoli, cavolfiori crescione e cavolini di Bruxelles (per un pieno isotiocianati) e uva rossa e nera, mirtilli rossi e neri (fonti di resveratrolo);


3. grazie ai micronutrienti (vitamine e minerali) presenti al loro interno, sono in grado di dare un valido aiuto al nostro sistema immunitario. Basti pensare all’alto contenuto di vitamina C (o acido ascorbico) che si trova negli agrumi, nei kiwi, nelle fragole, ma anche nelle verdure a foglia verde, nelle patate, nei piselli e nei pomodori!


4. frutta e verdura sono inoltre ricchissime di acqua. Se fai parte di quella fetta di persone che fa fatica a bere nell’acqua della giornata tieni a mente questo: possono sostituire quel paio di bicchieri di acqua in più che dovresti assumere fuori pasto, ma che proprio non riesci mai a bere!


5. contengono, inoltre, alte quantità di fibre utili all’intestino. Le fibre sono importanti per la regolarizzazione intestinale, per ridurre il rischio di resistenza all’insulina e diabete e abbassare l’indice glicemico dopo i pasti, inoltre aiutano a mantenere a giusti livelli la flora batterica intestinale;


6. in ultimo tali alimenti hanno bassa densità energetica e contribuiscono ad evitare il sovrappeso corporeo.


Se per alcuni cinque porzioni di frutta e verdura possono sembrare troppe, basti pensare che ognuna di esse corrisponde a circa 80 grammi. Una porzione può corrispondere ad un frutto intero come mela, pera, banana, arancia, oppure, se i frutti sono più piccoli, a due-tre albicocche, due pesche, un pugno di mirtilli o una coppetta di macedonia. Una porzione di verdure, invece, corrisponde a un piatto di insalata o a mezzo piatto di verdure cotte o crude.

I dati dell’Istituto Superiore di Sanità

Il quadro italiano delineato dall’istituto superiore di sanità non migliora neanche su altri fronti: aumenta soprattutto il tasso di sovrappeso e obesità. Il 40% dei giovani (18-69 anni) è in eccesso ponderale (di questi 3 sono in sovrappeso e 1 è obeso), tra gli anziani (over 70) i dati sono ancora più allarmanti con ben il 58% degli intervistati in eccesso di peso (44% in sovrappeso e 14% obeso). La sedentarietà, più frequente con l’avanzare dell’età, sembra essere la causa principale di questo trend in rialzo: circa il 50% degli anziani dichiara di fare una leggera attività fisica (giardinaggio e passeggiate), l’11% ha però problemi di deambulazione e soltanto 1 persona su 10 dichiara di fare ginnastica riabilitativa.
Alto invece fra i giovani il consumo di sigarette e quello di alcool: 1 adulto su 6 ne fa un consumo a rischio!

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